Via Crucis

(Viae Crucis exercitium)

 

Introduzione

Era una tarda mattinata primaverile di un anno tra il 30 e il 33 della nostra Era. In una strada di Gerusalemme che nei secoli successivi avrebbe portato il nome emblematico di «Via dolorosa» - procedeva un piccolo corteo: un condannato a morte, scortato da una pattuglia dell'esercito romano, avanzava reggendo il patibulum, cioè il braccio trasversale di quella croce il cui palo verticale era già piantato lassù, tra le pietre di un piccolo promontorio roccioso chiamato in aramaico Golgota e in latino Calvario, ossia «Cranio».

Preghiera Iniziale

O Gesù, mio amabile Salvatore! Eccomi umilmente raccolto dinanzi a Te, dinanzi alla Tua Santa Croce, per implorare la Tua misericordia. Concedi a me e a tutti coloro qui presenti l'applicazione dei meriti infiniti della Tua Santa Passione. Fa' che, in questa Via di sospiri e lacrime nella quale entrerò, il mio cuore sia a tal punto pentito, che accetti con gioia tutte le sofferenze, contraddizioni e umiliazioni di questa vita.

E Tu, o Signora dei Dolori, la prima a seguire i passi del Tuo Divin Figlio nella dolorosa Via Crucis, ottieni che l'Adorabile Trinità accetti, in riparazione di tante offese che Le sono fatte, i sentimenti di dolore e di amore che lo Spirito vivificatore susciterà in me durante questo santo esercizio spirituale.
Amen.

 

I stazione

Ponzio Pilato condanna a morte Gesù

Pilato presa dell'acqua, si lavò le mani davanti alla folla: "Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!". E tutto il popolo rispose: "ll suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli". Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso (Mt 17, 14-16).

 

II stazione

Gesù è caricato della croce

Portando la Croce, Gesù si avviò verso il luogo detto Calvario, che in ebraico si dice Golgota (Gv. 19, 17). Egli si è caricato delle nostre sofferenze e si è addossato i nostri dolori (Is. 53,4).

 

III stazione

Gesù cade la prima volta

Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità (Is 53,4-5).

 

IV stazione

Gesù incontra sua Madre

Consideriamo quanto sia stato doloroso per il Divino Figlio vedere la Madre cara in circostanze tanto crudeli, e per Maria vedere il Suo amato Figlio trascinato inumanamente da una banda di scellerati, in mezzo ad una moltitudine di persone che Lo copriva di ingiurie.

 

STAZIONE

SIMONE CIRENEO AIUTA GESù A PORTARE LA CROCE

Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirène, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la croce di Gesù. (Mt. 17, 32).

 

VI STAZIONE

LA VERONICA ASCIUGA IL VOLTO DI GESU

Consideriamo l'atto eroico di questa santa donna la Veronica che avanza e passa tra una moltitudine di soldati per vedere il suo divino Maestro. Ella contempla il Suo Sacro Volto coperto di sputi, polvere, sudore e sangue. Un tale spettacolo tocca la sua anima e le strappa lacrime, poiché il suo amore è maggiore di qualsiasi timore o paura, la santa donna si avvicina a Gesù e Gli asciuga il volto sfigurato. Quel volto augusto che ha incantato tanti santi, e davanti al quale si prostrano gli Angeli, non ha smesso di mostrare il suo splendore ed è rimasto, miracolosamente, impresso nel tessuto.

VII STAZIONE

GESù CADE PER LA SECONDA VOLTA

Consideriamo l'Uomo Dio, che soccombe nuovamente. Contempliamo questa santa vittima stesa per terra sotto il tremendo fardello di legno, esposta nuovamente alla crudeltà dei soldati e dei suoi carnefici. Per darci le prove del Suo amore infinito, Gesù Cristo permette questa seconda caduta. Egli vuole mostrarci che, anche ricadendo tante volte nel peccato, non dobbiamo, mai, perdere la fiducia. Al contrario, è necessario sperare tutto dalla Sua misericordia e nel mezzo delle grandi afflizioni, non scoraggiarci, poiché le vie che conducono al Cielo sono piene di rovi e spine.

 

VIII STAZIONE

GESù CONSOLA LE FIGLIE D1 GERUSALEMME

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di Lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di Me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: 'Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato'. Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco? " (Lc 23/17-19, 31)

Ammiriamo qui la generosità incomparabile di Gesù Cristo.

Egli dimentica, per così dire, le proprie sofferenze, Si interessa della sofferenza delle sante donne e le consola. Raccomandando loro di non piangere per le Sue sofferenze, ma per le loro e per quelle del suo popolo, Gesù fa sentire che il Suo cuore sarebbe poco sensibile alla nostra compassione, se non ci fosse pentimento dei nostri peccati, che sono la causa dei Suoi dolori.

 

IX STAZIONE

GESù CADE PER LA TERZA VOLTA

Consideriamo l'adorabile Gesù che giunge in cima al monte Calvario e guarda il luogo dove sarà, tra breve, sacrificato. Ciò che Lo turba in questo momento sono le nostre numerose cadute e il fatto che per un gran numero di peccatori il Suo sangue rimarrà versato inutilmente. Questo pensiero crudele affligge il Suo tenero cuore e Lo costerna più di tutte le sofferenze che dovrà ancora sopportare. Lascia la Sua anima in uno stato di profonda tristezza e in un tale abbattimento che le Sue forze vengono a mancare come nella Sua agonia nell'Orto degli Ulivi, ed Egli cade con la faccia per terra.

 

X STAZIONE

GESù E SPOGLIATO DELLE SUE VESTI

I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e fa tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra foro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva fa Scrittura: Si son divise tra foro le Mie vesti e sulla Mia tunica han gettato fa sorte. E i soldati fecero proprio così (Gv. 19, 13-14).

Consideriamo il grande dolore di Gesù quando i Suoi carnefici Gli tolsero le vesti.

I colpi ricevuti durante la flagellazione avevano aperto enormi ferite nella Sua carne Sacra. Quando Gli fu tolto il manto, le divine piaghe, incollate al tessuto, tornarono ad aprirsi. Il Sangue di Gesù è ancora una volta versato, a ravvivando tutte le sofferenze della flagellazione. Ma, ciò che più Gli è costato in questo passaggio della Sua Passione è stato esporSi alla vista di una grande folla.

L'Agnello di Dio giunge sul luogo del Suo supplizio, senza che abbia aperto la bocca per lamentarSi. Ah! Quanto eloquente ed energico è il Suo silenzio! Con che forza Egli mi predica la necessità di reprimere le mie insofferenze e mormorazioni!

Alcuni momenti di silenzio prima della preghiera.

 

XI STAZIONE

GESù E' INCHIODATO ALLA CROCE

Erano le nove del mattino quando Lo crocifissero (Mc. 14, 25). Dopo di averlo crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. E sedutisi, gli facevano la guardia. Al di sopra del Suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: "Questi è Gesù, il re dei Giudei". Insieme con Lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. (Mt. 27, 35-38).

Gesù disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e Gliela accostarono alla bocca. (Gv. 19, 28-29).

Consideriamo Gesù steso sul legno della Croce.

Che tormenti non deve aver sopportato il Redentore del genere umano, quando, con colpi violenti, i chiodi perforarono i Suoi piedi e le Sue mani adorabili! La sua carne Si strappò, le ossa scricchiolarono, i nervi si spezzarono e le vene scoppiarono, lasciando correre una grande quantità di sangue. Gesù ormai quasi non ha forze. Alla fine, è venuto ad aggiungersi a tutti questi orribili supplizi, quello della sete ardente.

 

XII stazione

Gesù muore in croce

Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò (Lc 23,44-46). Gesù, morendo sulla croce, ha donato a tutti la salvezza. Non è venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori che hanno l’umiltà e il coraggio di convertirsi.

 

XIII STAZIONE

GESù é DEPOSTO DALLA CROCE E CONSEGNATO A SUA MADRE

Stavano presso fa croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. (Gv. 19, 25). Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodemo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei. (Gv. 19, 38-40).

 

XIV STAZIONE

GESù E' SEPOLTO

Ora, nel luogo dove Gesù era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino. (Gv. 19, 41-42).
Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. (Mt. 27, 59-61).
Contempliamo Gesù, la Luce del mondo, collocato sopra la pietra fredda del sepolcro e che scende al luogo dei morti per dare vita. La Pasqua della Resurrezione si avvicina.

 

 

Preghiera finale

O Gesù, caduto sotto il peso della Croce, crocifisso, morto e sepolto, noi Ti adoriamo!

In questo esercizio della Via Crucis, contempliamo il Tuo volto sfigurato, abbattuto dalla debolezza per insegnarci l'umiltà e confondere il nostro orgoglio. Tu, Uomo dei dolori, hai assunto tutte le nostre debolezze e angustie, per riscattarci dalla schiavitù della morte e meritarci la misericordia del Padre, e tutte le grazie per salvarci e santificarci.

Come le Sante donne, che sono andate di mattina al Tuo tumulo con balsamo e unguenti, anche noi veniamo incontro a Te con gli aromi e profumi del nostro amore, poiché lo sguardo della nostra fede si proietta nell'aurora del Giorno nuovo, assaporando già la gioia ed il fulgore della Pasqua.
Amen.